28 October - 2 November 2010
FICTS (FÉDÉRATION INTERNATIONALE CINÉMA TÉLÉVISION SPORTIFS, 113 PAESI ADERENTI), RICONOSCIUTA DAL CIO, E' LA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DELLE TELEVISIONI SPORTIVE E IMMAGINI SULLO SCHERMO

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IL PRESIDENTE DELLA PROF. FRANCO ASCANI IN CINA PER L’INAUGURAZIONE DEL MUSEO J. A. SAMARANCH

Il Presidente della FICTS Prof. Franco Ascani, nella sua veste di Membro della Commissione Cultura ed Educazione Olimpica del Comitato Internazionale Olimpico (CIO), parteciperà alla “Cerimonia di Inaugurazione” del “Juan Antonio Samaranch Memorial Museum” che avrà luogo il 21 Aprile a Tianjin (Cina) alla presenza del Presidente del CIO Jacques Rogge.


Il Museo, dedicato a Juan Antonio Samaranch ex-Presidente CIO (in carica dal 1980 al 2001), insignito della “Guirlande d’Honneur FICTS”, è stato predisposto, con un investimento di 18 milioni di euro, da Ching-Kuo Wu Presidente dell’International Boxing Association (AIBA), Membro dell’Esecutivo CIO nonché uno dei maggiori esperti di architettura (nella foto).

Il Museo, esteso su una superficie di 30.000 metriquadri in cinque cortili circolari che riprendono gli anelli Olimpici, entrerà a far parte dell’Olympic Museum Network. Lo spazio espositivo del “Samaranch Memorial Museum” è diviso in due aree: la prima dedicata all'influenza dei Giochi Olimpici in Cina, la seconda riservata al lavoro di Juan Antonio Samaranch, che è stato un forte sostenitore dei Giochi Olimpici di Pechino 2008.

Il Prof. Franco Ascani, durante il suo soggiorno in Cina, incontrerà a Pechino i Dirigenti del BODA – Beijing Olympic Development Association per approfondire il Progetto di Collaborazione con la FICTS per il 2013/2014.

 

APPLE: DA CUPERTINO ARRIVA LA TELEVISIONE ULTRA HD IN 4K (QUATTROMILA PIXEL ORIZZONTALI DI RISOLUZIONE)

La Apple, nota casa di Cupertino, per rimanere al passo con i tempi e con i competitor del settore tecnologico, lancerà la sua televisione con risoluzione Ultra HD, lo standard emergente per la risoluzione del cinema digitale e per la computer grafica. La tv dovrebbe valorizzare questo dispositivo proponendo una serie di contenuti in risoluzione 4K (circa quattromila pixel orizzontali di risoluzione) in collaborazione con i produttori e con i canali tematici in abbonamento.

Il primo Paese al mondo ad avere canali tv in 4K sarà il Giappone alla fine del 2014. Coloro che entreranno in questo mercato dovranno contare su contenuti distribuiti via Internet e su quelli “on-demand” anche perché per distribuire in risoluzione 4K sarà necessario avere connessioni ad altissima velocità.

La capacità produttiva dei principali costruttori di pannelli TV sarebbe però già impegnata per il 2013 a causa dell'elevata domanda delle società cinesi e anche per soddisfare gli ordinativi di schermi di Apple per iPhone, iPad e iPad mini. Per queste ragioni sembra che Apple voglia puntare su LG per la costruzione dei pannelli destinati alla futura Apple iTV.

 

IL PRESIDENTE DELLA FICTS PROF. ASCANI IN CINA PER L’INAUGURAZIONE DEL MUSEO JUAN ANTONIO SAMARANCH

Il Presidente della FICTS Prof. Franco Ascani, nella sua veste di Membro della Commissione Cultura ed Educazione Olimpica del Comitato Internazionale Olimpico (CIO), parteciperà alla “Cerimonia di Inaugurazione” del “Juan Antonio Samaranch Memorial Museum” che avrà luogo il 21 Aprile a Tianjin (Cina) alla presenza del Presidente del CIO Jacques Rogge. Il Museo, dedicato all’ex-Presidente del CIO (in carica dal 1980 al 2001), è stato predisposto da Ching-Kuo Wu Presidente dell’International Boxing Association (AIBA) e Membro dell’Esecutivo del CIO.

Il Museo, esteso su una superficie di 30.000 m2 e caratterizzato da cinque cortili circolari che riprendono gli anelli Olimpici, entrerà a far parte dell’Olympic Museum Network. Lo spazio espositivo del “Samaranch Memorial Museum” è diviso in due aree: la prima dedicata all'influenza dei Giochi Olimpici in Cina, la seconda riservata al lavoro di Juan Antonio Samaranch, che è stato un forte sostenitore dei Giochi Olimpici di Pechino 2008.

 

INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA FICTS PROF. ASCANI A CURA DEL DOTT. MASSIMO LAVENA (SIR)

La commozione e il dolore sono molto forti in questo momento che tutte le agenzie del mondo battono la notizia della morte di Pietro Mennea, a soli 61 anni. La malattia che non perdona gli ha fatto trovare dei nuovi campi dove correre, che siano i Campi Elisi degli Eroi immortali, che siano le strade del paradiso, di fianco ai grandi che lo hanno preceduto, come Harold Abrahams, come Jesse Owens. La testimonianza di Mennea è di esempio a tutti coloro che si mettono a praticare sport, qualsiasi sport: sacrificio, abnegazione, convinzione e rispetto del proprio corpo, rifiuto del doping. Questo è stato Pietro Mennea, “la freccia di Barletta”, “Il nero bianco”, per dire dei due soprannomi più conosciuti.

Il Dott. Massimo Lavena ha intervistato - per l'agenzia di stampa dei Settimanali cattolici italiani Agensir.it (http://www.agensir.it/pls/sir/v4_s2doc_B3.bisettimanale) - il Professor Franco Ascani, Membro della Commissione Cultura ed Educazione Olimpica del Comitato Internazionale Olimpico e Presidente della Federation Internazionale Cinema Television Sportifs in ricordo del suo amico Pietro Mennea.

Raccontare Pietro Mennea significa andare  alla scoperta soprattutto di un uomo perennemente in lotta: la lotta con il suo corpo gracile all’inizio, scolpito con anni di allenamenti che superavano sempre i confini della resistenza umana, come correre dietro un’auto guidata dal suo allenatore, Vittori,  e farsi trascinare piuttosto che chiedere di rallentare perché non ce la si faceva più. Lotta con una carattere difficile, spigoloso, ai limiti della sopportabilità in gara, che lo hanno privato di molte vittorie perché prostrato dalla sua stessa voglia di competere con il mondo. Mennea lottava contro chiunque usasse pratiche illecite, ma non ha mai accampato scuse nelle sconfitte, che diventavano lo stimolo per correre più veloce, anche dei suoi errori: come a Mosca, nel 1980, quando mancò l’accesso alla finale dei cento metri, per poi trionfare con quella rimonta storica nei 200. Pietro lottava contro il preconcetto che vedeva nello studio più della chimica che delle potenzialità umane l’unico mezzo –illecito- per vincere. Ha dimostrato negli anni con il suo record dei 200 metri stabilito nel 1979 e durato ben 17 anni che si può vincere solo con le proprie forze”.


Il Prof. Franco Ascani consegna la "Guirlande d'Honneur FICTS" a Pietro Mennea 
in occasione di "Sport Movies & Tv 2002 - Milano International FICTS Festival"

C’è un Pietro Mennea studiose ed educatore che nasce durante la sua carriera: come mai?

Mennea offre alla società la sua esperienza e la sua forza: questo è il risultato di studi matti e disperati. Si laureò in sequenza in scienze politiche, in giurisprudenza, in scienze motorie ed in lettere, ha insegnato, ha fatto l’avvocato, il parlamentare europeo, ha fondato una onlus con il suo nome per scopi caritatevoli ed educativi, per la promozione della lotta al doping. Un sacco di cose, ma che miravano non all’auto incensazione, ché di trofei  ne aveva vinti tanti, di record ne aveva stabiliti tanti (forse anche quello delle lauree…), di libri di memorie e di educazione alla legalità sportiva ne aveva scritti 20: questa folle necessità di conoscere e di divulgare partivano dalla sua storia di bambino nato in una famiglia umile ma con principi saldissimi, legati profondamente alla sua terra di Barletta, alla sua Puglia. Pietro non ha mai fatto mistero delle difficoltà che ha dovuto superare in tutti i campi: c’era sempre qualcuno più forte, più bello, più veloce, più ricco, ma alla fine li batteva tutti, lungo i suoi quasi venti anni di carriera agonistica.  Questa tenace lotta di vita, assistita, indubbiamente,  anche da una grande fede, si è sviluppata nella necessità quasi fisica –come mi spiegò tante volte e altrettante lo ha spiegato ai suoi studenti e nei suoi libri- di donare agli altri ciò che aveva capito con la sua esperienza: non bisogna mai cercare scorciatoie, imbrogliare, esser  falsi, ma solo essere veri, nella vittoria, e nella frequente sconfitta”.

Cosa ha comportato questa durezza di approccio alla vita?

Non parlerei di durezza, ma di vero accanimento: era un divoratore della vita, non si è fermato mai neanche davanti alla malattia che lo ha aggredito subdola in questi ultimi tempi. E lui sapeva che non avrebbe avuto scampo, che in questa ultima sua gara comunque c’era qualche cosa che lo avrebbe battuto, ma lui ha corso sino alla fine, insegnando, scrivendo, denunciando le connivenze della grande quantità di denaro e di fama effimera  che ammorbano lo sport con il doping. Pietro Mennea il grande, è stato un paladino della lotta ai mercanti di morte e di frode nello sport. Quanti giovani gli dovranno dire grazie perché con la sua testimonianza, le sue parole avranno capito che, nel più puro spirito olimpico, sono le sconfitte che danno il gusto alla vittoria: lui, di questo ne era conscio, e dalle sconfitte ha tratto sempre lo spunto per migliorarsi e trionfare”.


Il Prof. Franco Ascani con Pietro Mennea in occasione dei "Trofei di Milano - Più Sport con i Giovani"

Cosa resterà di Mennea nella storia dello sport?

Non mi piace incensarlo, si sarebbe imbufalito, ma Pietro è un mito di tutta l’umanità e la sua morte sarà una grande semina per tutto il movimento sportivo, olimpico, atletico nel mondo. E dopo la semina si farà il raccolto; e se solo anche un ragazzo diverrà campione nella vita seguendo il suo esempio, beh, altro che record mondiale a Città del Messico o medaglia d’oro nei 200 a Mosca 1980, quello sarà il suo più grande trionfo”.

a cura di Massimo Lavena

 

CIAO PIETRO!

Un lutto grande nel mondo dello sport ed in particolare dell’atletica.

Il Consiglio di Amministrazione e il Prof. Franco Ascani, Presidente della FICTS (Federation Internationale Cinema television Sportifs) rendono l’estremo saluto a Pietro Mennea, il più grande velocista della storia dell'atletica italiana, primatista mondiale dei 200 metri piani dal 1979 al 1996 con il tempo di 19"72, tuttora record europeo, medaglia d'oro nella specialità ai Giochi Olimpici Mosca 1980.

Pietro Mennea è entrato, nel 2003, nella “Hall of Fame FICTS”.


Pietro Mennea all'Arena Brera di Milano in occasione dei "Trofei di Milano 2008"

Mennea, nella sua straordinaria carriera, è stato il primo atleta al mondo a riuscire nell'impresa di arrivare in finale ai Giochi olimpici in quattro edizioni consecutive (da Monaco '72 a Los Angeles '84). Ha conquistato un oro e due bronzi olimpici, un argento e un bronzo ai Mondiali, tre medaglie d'oro, due d'argento e una di bronzo ai campionati europei.


Pietro Mennea premiato dal Presidente della FICTS Prof. Franco Ascani con la "Targa d'Argento" in occasione
del bicentenario dell'Arena di Milano dove, nel 1972, ha stabilito il primato europeo sui 100 e sui 200 metri

Il Presidente Prof. Franco Ascani, che è stato membro del Consiglio Federale della FIDAL per tutto il periodo dell’attività agonistica di Mennea, ha commentato la prematura scomparsa: “Con la stessa velocità che ha caratterizzato la sua vita di campione sportivo ci ha lasciato Pietro Mennea. Un esempio di sacrificio e di "sport pulito" per i giovani e non solo. Con il suo impegno l'atletica italiana è salita nei vertici internazionali. Ci lascia un amico personale, fraterno e leale. Un abbraccio a Manuela”

 
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