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“UN MITO IN PISTA”: IL RITRATTO DI OTTAVIO MISSONI DEL PRESIDENTE FICTS PROF. FRANCO ASCANIL'articolo su Ottavio Missoni scritto dal Presidente della FICTS Prof. Franco Ascani Membro della Commissione Cultura ed Educazione Olimpica del CIO in occasione della consegna del Premio “Le Guglie di Milano”.
Ottavio Missoni, il Prof. Franco Ascani e Rosita Missoni in occasione della Mostra "Un mito in pista" a "Sport Movies & Tv 2010"Sembrava un “Angelo”, cosi Rosita dagli spalti dello Stadio di Londra definì la cavalcata olimpica 1948 nei 400 metri ad ostacoli di Ottavio Missoni che si classificherà sesto nella finale. Era la prima volta che lo vedeva. Era anche l’inizio di una storia appassionata, vissuta all’unisono da oltre 60 anni. Anche “La Gazzetta dello Sport”, che apprezza la gara del Campione, che gareggia con pochi mesi di preparazione dopo 4 anni di prigionia in Egitto, scriverà: “…Il suo stile, la freschezza dell’azione, l’inspiegabile bellezza armonica dell’attacco ha costretto il pubblico all’applauso…”. L’agognato e meritato podio perso per aver sbagliato l’ultimo ostacolo diventa una chimera come il podio sicuro, nella staffetta 4x400, che svanisce nella finale per l’infortunio, dopo 100 metri, del primo frazionista, tale Rocca. E’ la fine di una certezza, ossia di insignire Ottavio Missoni della medaglia olimpica! Da una medaglia persa ad una vinta. Rosita e Tai si incontrano ad una cena dopo la gara. 3 anni dopo si fidanzano. 5 anni dopo si sposano e “vissero felici e contenti una vita multicolore”. Nel 1939, anno in cui diventa “Campione mondiale universitario”, l’ostacolista Missoni, quattrocentista puro, nato per il giro di pista, con lo strepitoso tempo di 47’’8 stabilisce all’Arena di Milano il primato italiano juniores che durerà 31 anni, così come è tuttora imbattuto il suo 48’’8, migliore prestazione per sedicenni. Piste e pedane. Dalla finale olimpica ai giorni nostri, dalla pista dei 400 ad ostacoli alle pedane del getto del peso, disco e giavellotto, specialità con le quali conquista nel secondo millennio – e dove è anche attualmente in carica – titoli italiani, europei e mondiali nella categoria Master (oggi under 90). Felice come un bambino (perché lui è un eterno ragazzo) quando sale sul podio, ma appena scende dichiara con la sua tipica ironia: “Sono costretto a leggere tutte le mattine i necrologi per conoscere quali saranno i concorrenti e di conseguenza quale gara scegliere…” Popolare, disponibile, accattivante, generoso, spontaneo e ricco di cultura. Quando è in pedana pochi si curano del risultato, tutti ammirano il personaggio. Una foto, un autografo, un disegno di “Tai” per molti dei partecipanti alle gare Master sono più importanti della gara stessa. Lo sport è nel suo DNA, lo sport gli ha consentito di conoscere la “sua sposa Rosita”, una “macchina da guerra”, dolce e decisa cha ancora oggi lo trascina - quale Principe Consorte - in un’affascinante avventura creativa internazionale. Grazie allo sport ed a Giorgio Oberweger, Commissario Tecnico della nazionale di atletica, ha comperato la sua prima “macchina di maglieria”.
Missoni ha, da sempre, un grande feeling, oltre che con lo sport, con il mondo dello spettacolo e del cinema. Da attore di fotoromanzi a soggetto del poster del film ufficiale dei “suoi” Giochi di Londra 1948. Oggi è il Presidente Onorario della Giuria di “Sport Movies & TV - Festival Mondiale del Cinema, della TV e della Comunicazione sportiva” organizzato dalla Federation Internationale Cinema Television Sportifs (FICTS) di cui, dal 2011, è stato nominato, dai 113 Paesi affiliati, Ambasciatore e Portabandiera. La FICTS ha allestito, nell’ottobre 2010 a Palazzo Giureconsulti, una eccezionale Mostra – curata dal figlio Luca – dei suoi numerosi cimeli sportivi dal titolo “Un mito in pista” e - aggiungiamo noi – “nella vita”. Suggeriremmo all’UNESCO di creare una nuova categoria e di nominarlo “Patrimonio dell’Umanità… per lo Sport”. E, a proposito di nomina, perché non quella di “Senatore a vita”? Meditate gente, meditate… è possibile! |
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- IL PRESIDENTE DELLA PROF. FRANCO ASCANI IN CINA PER L’INAUGURAZIONE DEL MUSEO J. A. SAMARANCH
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- IL PRESIDENTE DELLA FICTS PROF. ASCANI IN CINA PER L’INAUGURAZIONE DEL MUSEO JUAN ANTONIO SAMARANCH
- INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA FICTS PROF. ASCANI A CURA DEL DOTT. MASSIMO LAVENA (SIR)


Si intrecciano così il “filo di lana” della pista con quelli colorati che hanno scandito le tappe vincenti della sua vita con Rosita.




Il Presidente della FICTS - Fédération Internationale Cinéma Télévision Sportifs Prof. Franco Ascani, unico rappresentante italiano, ha preso parte, il 21-22 aprile a Tianjin (Cina), in qualità di Membro della “Commissione Cultura ed Educazione Olimpica” del Comitato Internazionale Olimpico, alle Cerimonie per l’inaugurazione del Museo “Juan Antonio Samaranch” dedicato all’ex-Presidente del massimo Organo sportivo Internazionale, il CIO, da lui diretto dal 1980 al 2001.