28 October - 2 November 2010
FICTS (FÉDÉRATION INTERNATIONALE CINÉMA TÉLÉVISION SPORTIFS, 113 PAESI ADERENTI), RICONOSCIUTA DAL CIO, E' LA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DELLE TELEVISIONI SPORTIVE E IMMAGINI SULLO SCHERMO

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Cinema, Sport e Spettacolo

CRISTIANO RONALDO, NEYMAR E ROONEY: LA PRESSIONE CHE PRECEDE LE SFIDE PIÙ IMPORTANTI IN UNO SPOT

Cristiano Ronaldo, Neymar e Wayne Rooney protagonisti del primo lancio della campagna di una nota azienda produttrice di abbigliamento e accessori sportivi. Ecco come i più grandi atleti del mondo affrontano la pressione che precede le sfide più importanti: rischiando tutto.

Cristiano Ronaldo, Neymar e Wayne Rooney

Il video mostra la pressione a cui sono sottoposti alcuni dei più grandi calciatori del mondo quando si preparano a giocare sul più celebre palcoscenico internazionale.

Il film si apre con Ronaldo che cammina in un aeroporto, in un primo momento solo con i suoi pensieri, poi circondato dai tifosi che lo circondano e cercano di catturare la sua attenzione.  Il pandemonio continua mentre procede verso lo stadio, con le strade di Lisbona zeppe di magliette e di manifesti di CR7.

Nel frattempo, Rooney si veste nella sua camera d’albergo, mentre i commentatori gli ricordano quello che già sa: alla sua carriera stellare manca ancora un goal per l’Inghilterra segnato sul più importante palcoscenico del mondo.

Neymar, che ha recentemente iniziato a indossare la celebre maglia n.10 del Brasile, osserva i tifosi,  seduto all’interno del pullman della squadra. Allo stadio, sta percorrendo i corridoi per entrare in campo quando ripensa rapidamente alle grandi maglie n.10 del passato che hanno fatto grande la squadra. Neymar, affrontando un’incredibile pressione che paralizzerebbe la maggior parte degli uomini, si concede invece un sorriso appena accennato.

 

PELE E CRISTIANO RONALDO INSIEME NELLO SPOT DI UNA COMPAGNIA AEREA

Il “Pallone d’oro” Cristiano Ronaldo, stella del Real Madrid, è stato nominato come ambasciatore globale di nota compagnia aerea internazionale. Nello spot il capitano della Nazionale di calcio portoghese ha collaborato con la leggenda brasiliana Pelè, insignito della “Guirlande d’Honneur” della FICTS durante “Sport Movies & Tv 2004” a Milano.

Pelè con il Prof. Franco Ascani a Sport Movies & tv 2004

Pelè e Cristiano Ronaldo, due generazioni diverse, due campioni, dentro e fuori dal campo. Uno ha già scritto la storia, l’altro invece sogna di scriverla proprio nella terra di Pelè, in Brasile dove dal 12 giugno al 13 luglio andrà in scena la FIFA World Cup. Cristiano Ronaldo è un'icona per questa generazione di appassionati di calcio ed è considerato come uno dei più grandi calciatori in campo oggi.

 

"UN JOUR D'ETÈ". IL FILM SUL CICLISTA FRANCESE LAURENT FIGNON A UN ANNO DALLA SCOMPARSA

“UN JOUR D'ETÈ” (Un giorno d'estate) è il titolo (provvisorio) del film -  in fase di produzione la cui uscita prevista per il luglio 2014 – sul ciclista francese Laurent Fignon, morto il 31 agosto 2010 dopo una lunga lotta contro il cancro.


Il progetto è del regista Fabien Onteniente e il primo ciak del biopic è stato dato durante l'edizione 2012 della Grande Boucle. Per il primo ruolo il cineasta vorrebbe l'attore Lorant Deutsch. L'annuncio è stato fatto nel giorno in cui i corridori del Tour de France affrontavano il mitico colle del Tourmalet dove, in omaggio al ciclista scomparso, l'itinerario storico del Tour ha preso il nome di via Laurent Fignon.

Il film è stato invitato a Sport Movies & Tv” che avrà luogo a Milano dal 3 all’8 dicembre.

14-03-2014

 

IL PREMIO "OSCAR" IN ITALIA DOPO QUINDICI ANNI. PAOLO SORRENTINO TRIONFA A HOLLYWOOD

Paolo Sorrentino entra nella storia e riporta l’ “Oscar” in Italia grazie al quale il cinema italiano si rilancia a livello internazionale. Il suo trionfo a Hollywood arriva dopo quindici anni quando, nel 1999, Roberto Benigni si aggiudicò tre statuette per “La vita è bella”.

La grande bellezza” ha vinto l’Oscar come “Miglior Film Straniero”, battendo concorrenti agguerriti come “Il sospetto” e “Alabama Monroe” ed è la statuetta numero tredici.

Il regista Paolo Sorrentino (a destra) con Tony Servillo protagonista de "La grande bellezza"

Il miglior film dell’86° Oscar è “12 anni schiavo” diretto da Steve Mc Queen, prima produzione targata Brad Pitt: la storia vera di Solmon Northrup, un uomo di colore ingiustamente ridotto in schiavitù nell’Ottocento

I premi della serata sono andati a:

Non protagonista: Jared Leto, miglior attore non protagonista per il film “Dallas Buyers Club”.

Miglior regia: il messicano Alfonso Cuaron con “Gravity

Miglior attrice protagonista: Cate Blanchett per “Blue Jasmine

Miglior attore protagonista: Matthew McConaughey per “Dallas Buyers Club

Miglior costume: Catherine Martin per  “Il grande Gatsby”

Miglior attrice non protagonista: Lupita Nyong'o per “12 anni schiavo”

Miglior trucco: Adruitha Lee e Robin Mathews per “Dallas Buyers Club

Miglior cartone animato: Dopo aver vinto al botteghino “Frozen” trionfa anche nella notte degli Oscar.

Miglior corto d'animazione: “Mr Hublot” di Laurent Witz e Alexandre Espigares

Migliori effetti speciali: Tim Webber, Chris Lawrence, David Shirk e Neil Corbould per “Gravity”.

Miglior cortometraggio: Anders Walter e Kim Magnusson per “Helium”

Miglior corto documentario:The Lady in Number 6: Music Saved My Life” di Malcolm Clarke e Nicholas Reed.

Miglior documentario:20 Feet from Stardom” di Morgan Neville, Gil Friesen e Caitrin Rogers.

Miglior montaggio sonoro: Skip Lievsay, Niv Adiri, Christopher Benstead e Chris Munro per “Gravity”.

Miglior fotografia: Emmanuel Lubezki per “Gravity”

Miglior montaggio: Alfonso Cuaron e Mark Sanger per “Gravity”

Migliori scenografie: Catherine Martin e Beverley Dunn per “Il Grande Gatsby”

Colonna sonora: Il premio per la migliore musica originale va a “Gravity”.

Canzone dei cartoni: Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez hanno vinto l'Oscar per la miglior canzone originale, “Let It go”, nel film d'animazione «Frozen». Battuti gli U2, in corsa con Ordinary Love, e Pharrel Williams, in lizza con Happy.

 

INTERVISTA A CARLO NORI: "SPONSOR E TV PER IL RILANCIO DELLA BOXE”

Appassionato di boxe sin dall’età di 14 anni, pugile dilettante, proprietario di una palestra, candidato alla presidenza della Federazione Pugilistica Italiana, attuale presidente della Lega Pro Boxe, Carlo Nori ha una profonda conoscenza della nobile arte e dell’ambiente pugilistico italiano alla cui crescita vuole contribuire seguendo un percorso che ha già dato i primi frutti.


Presidente, ci spieghi gli obiettivi della Lega Pro Boxe.

La Lega Pro Boxe vuole contribuire al rilancio in grande stile del movimento professionistico in Italia. Mettiamo a disposizione degli organizzatori la nostra esperienza manageriale in altri settori come quello pubblicitario e quello televisivo. Per la raccolta pubblicitaria, ad esempio, ci avvaliamo della collaborazione di aziende affermate come ‘Boxe in Progress’ di Paolo Cassarà. Essere in grado di proporre a potenziali clienti un calendario di manifestazioni in cui investire facilita l’acquisizione del cliente stesso. Tutte le grandi aziende fanno investimenti a medio-lungo termine e quindi hanno bisogno di avere una visione ad ampio raggio del movimento pugilistico italiano. La Lega Pro Boxe collabora con i singoli organizzatori allo scopo di allestire un calendario in grado di soddisfare sponsor e reti televisive. Non ci saranno due manifestazioni nello stesso giorno, né troppe nello stesso mese. Bisogna organizzare gli eventi che il mercato pubblicitario e quello televisivo sono in grado di sostenere. Gli organizzatori hanno già migliorato la qualità del loro prodotto offrendo match equilibrati, un’area hospitality per gli sponsor, dando ai giornalisti il necessario per svolgere al meglio il loro lavoro (tavoli con prese elettriche, con la connessione Internet, uno spazio lontano dal caos in cui fare le interviste). In poco più di tre anni di attività (è stata fondata nell’ottobre 2010) la Lega Pro Boxe ha costruito un percorso di circa 42 manifestazioni all’anno ed ha fatto girare ricavi di oltre un milione di euro su base annua derivanti dalle sponsorizzazioni e dalla vendita dei diritti televisivi.”

Quando espone le sue idee agli addetti ai lavori, trova subito consensi?

Purtroppo no. Non voglio fare polemica, ma faccio una gran fatica ad interfacciarmi con gli attori che operano nel mondo della boxe: hanno un atteggiamento critico, ma non si mettono in gioco in prima persona per risolvere i problemi. Questo atteggiamento deve cambiare, dobbiamo lavorare tutti nella stessa direzione per far crescere il movimento professionistico in Italia. I pugili li abbiamo e sono tutti bravi. Infatti, abbiamo diversi campioni d’Europa e molti pugili ai primi posti delle classifiche europee e mondiali. E’ la mentalità per far crescere il business che manca.

Ha un esempio da seguire?

Parlo spesso della crescita esponenziale del rugby in Italia. Hanno fatto un lavoro di comunicazione sulla nazionale italiana facendo conoscere i giocatori al grande pubblico e un lavoro organizzativo in grande stile portando le più forti nazionali in Italia con il risultato che alle partite degli azzurri assistono sempre decine di migliaia di spettatori. I dirigenti del rugby hanno raggiunto l’apice portando gli All Blacks a Milano e la gente li ha ripagati nel migliore dei modi: allo Stadio Meazza c’erano 80.000 spettatori paganti. Un risultato utopistico fino a qualche anno fa. Sono sicuro che i dirigenti del rugby hanno faticato molto a far accettare le loro idee, a convincere sponsor e reti televisive, ma alla fine il loro messaggio è passato e questo ha portato benefici a tutto il movimento rugbystico italiano.”

 
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